Un Futuro Censurato

Guardiamo avanti. Perché è nella natura umana cercare di prevedere e capire il nostro futuro. Un futuro che sembra ormai sempre più certo, o incerto, dipende dai punti di vista. Certo, perché tra i paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), ovvero quelli in rapida crescita economica o comunque dotati di una significativa influenza politica, il Partito Comunista Cinese è quello maggiormente in avanscoperta e sta silenziosamente allargando la sua sfera d’influenza per plasmare il prossimo ordine mondiale politico e socioeconomico. Incerto, perché lo sviluppo di questo regime dittatoriale sarà una grossa minaccia verso i nostri valori occidentali basati sulla democrazia, il rispetto e l’uguaglianza.

Basta vedere quello che sta facendo in patria, ovvero spazzando via le ultime libertà dei cittadini di Hong Kong, e reprimendo tutte le fedi nazionali che potrebbero competere con il Partito Comunista: le chiese cristiane indipendenti e l’Islam. Da qui, la brutale campagna contro gli Uiguri nello Xinjiang, i quali vengono puniti relegandoli in campi di rieducazione e sterilizzazione forzata.

Guardando la politica estera del regime, invece, vediamo un espansione infrastrutturale e finanziaria significativa. Infatti, dopo la fondazione della Banca Asiatica d’Investimento per le Infrastrutture (AIIB) nell’ottobre 2014, una forte contrapposizione fu lanciata contro la politica neo-liberale degli Stati Uniti. Lo scopo del AIIB è quello di fornire e costruire progetti innovativi d’infrastrutture per replicare quella che era una volta la via della seta, e dunque sviluppare una connessione tra i continenti dell’Africa, Medio Oriente e l’Asia. Pensate dunque alla Cina come quello che fu’ una volta l’antico Impero Romano, che portava innovazione e tecnologia ai popoli più poveri per garantire loro uno sviluppo socioeconomico, soggiogandoli però alla loro autorità, e punendone con mezzi coercitivi a chi non la rispettava.

Oltreché comprare paesi poveri in via di sviluppo presenti in questi continenti, sotto Xi, la Cina sta acquistando governi e organizzazioni internazionali per fornirle sostegno ed influenzare le loro politiche interne ed esterne. Ha stretto una potente alleanza con la Russia di Putin e sta raccogliendo le simpatie di paesi che hanno rancore verso l’Occidente, come Turchia, Iran e Corea del Nord. Sta persuadendo altri – Brasile, Sud Africa, Arabia Saudita, Pakistan – a pensare alla Cina come ad un’alleata per contrastare l’egemonia degli Stati Uniti. Il presidente turco Erdogan, che una volta definì “genocidio” la repressione cinese nello Xinjiang, ora tace perché ha bisogno dei soldi della Cina. E non è l’unico. E come sempre, il vil denaro ha preso il sopravvento su tutto e tutti.

L’America, ormai la grande rivale della Cina, è la patria di molte aziende che sono veri titani dell’industria. Da General Electric a General Motors, le attività di queste fiorenti industrie aiutano a sostenere l’economia quando ne ha bisogno, ma anche questi giganti hanno bisogno di ottenere i loro soldi da qualche parte. Gli investimenti provengono da tutto il mondo, ma la Cina guarda sempre all’America per cercare di creare partnership fruttuose. Di fatto, alcuni marchi che si potrebbe pensare siano tipicamente americani sono in realtà di proprietà o supervisionati da conglomerati d’investimento cinesi. Non è sempre ovvio finché non lo vedi tu stesso. Che siano soci di minoranza o maggioranza, la lista è davvero lunga, e comprende grandi nomi come IBM, Spotify, Tesla, Snapchat, Microsoft Corp, Hilton Hotels, General Electric, General Motors, Uber, Motorola, Alliance HealthCare Services Inc., la squadra di basket Cleveland Cavaliers, e tanti altri business.

Insomma, la cosa certa è che il nostro futuro sembra essere ormai segnato da una dominazione globale Cinese. Quello che è incerto è il nostro destino all’interno di un mondo che sarà molto probabilmente dettato da un regime dittatoriale comunista, che si basa sulla censura, la disinformazione, e l’oppressione. Ma come sempre, il destino risiede nelle nostre mani. Conformarsi o ribellarsi? La scelta sta a noi, ma il tempo stringe…


“Quello che l’uomo fa del denaro è disgustoso. Quello che il denaro fa dell’uomo è spaventoso.”

BN#9